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martedì 12 giugno 2012

E se tutto fosse un po' più semplice? Panna cotta ai frutti rossi.

Mi piacerebbe difendere il mondo da quello che stiamo vivendo.
Mi guardo intorno.
Parlo con le mie amiche, amici, conoscenti, sento storie di sconosciuti alla televisione e penso: "Che periodo demmerda (e scusate il francesismo)".

Io non sono rassegnata, ma se sei precaria da sempre dopo un po' non ci fai neanche caso se lavori o no, che tipo di lavoro fai o se ti senti "gratificata" dai bonus che la tua azienda ti offre (di solito è poter rimanere al lavoro o continuare a pagarti lo stipendio, anche se un po' controvoglia).
I miei pensieri sono rivolti a chi non è mai stato precario, a chi ha una famiglia sulle proprie spalle, figlicasacaniegatti e potrebbe non avere nessuna voglia di "rimettersi sul mercato".
Mi rendo conto che quando ti viene detto di essere flessibile e tu devi pagare il mutuo, l'affitto, i libri dei figli, le bollette... ti girano parecchio e giustamente.
Poi ci sono i pochi (ormai pochissimi) fortunati che non devono pensare a nulla se non dove prenotare le vacanze, a volte neanche quelle, vengono portati in hotel a loro insaputa!
Ma non potrebbe essere tutto un po' più semplice?
Non dico di buttare tutto a tarallucci e vino, ma ridimensionare i nostri bisogni, riscoprire dove si è nascosta  l'essenzialità nella nostra vita..boh, oggi sono un po' troppo deep.
La mia speranza è che questo momento possa farci rinascere tutti, in meglio.
Vi lascio una ricetta semplice, economica e di sicuro effetto, potete sostituire i fruttini con colate di cioccolato fuso o nutella, il vostro umore vi ringrazierà.
Anche io se deciderete di invitarmi.



Ingredienti
500 ml panna fresca
1/2 bicchiere di latte
10 g gelatina in fogli
130 g zucchero
1/2 baccello di vaniglia

Per guarnire: 200 g frutti rossi surgelati



Mettete la gelatina in acqua fredda per qualche minuto.
Nel frattempo scaldate leggermente il latte, strizzate i fogli e metteteli nel latte avendo cura che si sciolgano completamente nel latte.
In un altro pentolino portate a bollore la panna, lo zucchero e la vaniglia.
Eliminate il baccello e aggiungete il latte.
Versate in un contenitore unico (io in uno di silicone) o formine singole.
Lasciate raffreddare e poi mettete in frigo per almeno una notte (se riucite anche di più!)
Per guarnire ho fatto scongelare i frutti e una parte li ho messi interi, un'altra parte è stata passata in padella a fuoco bassissimo per 10 minuti con un cucchiaio di zucchero.

20 commenti:

  1. ti capisco, e chi te lo dice è un'altra precaria come te...buonissima la panna cotta, ciao

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    1. L'importante è non darsi per vinte, mai!!
      E poi ci consoliamo con delle bontà come queste e quelle che prepari tu, bacioni

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  2. Come ti capisco. Io prima di questo trasferimento facevo tre lavori occasionali per arrivare neanche a 400 euro al mese...e ora devo ricominciare tutto da capo..è un periodo buio e bruttissimo ma dobbiamo cercare di andare avanti. Prima o poi cambierà qualcosa. Bello questa panna cotta, così dolce che per un po' ci si può dimenticare del resto! un bacione

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    1. Dai, ce la faremo!!
      E la cucina ci aiuterà!!!

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  3. la amo follemente... e con i frutti di bosco ancora di più... e la so fare io pure, ed è semplice, deliziosa al gusto, morbida al cucchiaio... effettivamente così come dovrebbe essere l'esistenza!

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    1. Hai ragione, l'esistenza perfetta..semplice, gustosa ed appagante!
      Sono completamente d'accordo con te e passo subito a trovarti!

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  4. Forse se tutti riuscissimo davvero a ridimensionare i nostri bisogni...se la gente smettesse di vivere pensando di essere sola sulla terra ....se ci fossero più sorrisi e mani tese....se i bimbi venissero curati di più ....se i cani potessero scorrazzare liberamente.... se tutti imparassimo ad accogliere e a non chiuderci
    Insomma se questa panna fosse qui adesso...la mangerei più che volentieri!!!!!!!!!!!!!Un bacione mia dolce Sara

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    1. Cara Renata...tanti se in questa vita (come dice Stefania qui sotto)ma sta a noi trasformare tutto in impegno concreto, solo così riusciremo a cambiare un po' il mondo.
      E conto su di te!
      Bacioni

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  5. concordo con quello che ha scritto renata prima di me, tanti se in quesa vita ci sono.

    La panna cotta è stupenda

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  6. Leggendo il tuo post ho capito che stai attraversando un periodo poco felice e mi dispiace. la panna cotta è fantastica e da oggi sono una tua lettrice. SE ti va di contraccambiare, ci farebbe piacere.Ciao.

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    1. Grazie della visita, passo a fare un giro da te!
      Comunque il periodo che sto vivendo è molto bello, non mi posso lamentare, il post è solo una cosiderazione che faccio guardandomi intorno..
      A presto!!

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  7. bella ricetta, fresca e gustosa, adatta a concludere un pranzo estivo (ma anche come coccola pomeridiana...).
    Ti capisco benissimo ma mi spiace deluderti. Io credo che invece i ricchi siano sempre più ricchi (e non sono sempre meno numericamente...) a scapito dei poveri. E' un paradosso, lo so, eppure succede così anche per quel che riguarda le risorse mondiali. Non solo è un paradosso, ma io lo trovo anche aberrante... mentre ci sono persone che non sanno come arrivare alla fine del mese altri sguazzano nell'oro che non sanno più neanche di avere. Questo mi indigna, come penso indigni ogni persona di buon senso.
    Credo che essere precari sia una delle cose più distruttive che possa esistere per l'animo umano; non puoi pianificare niente, la tua vita è appesa ad un filo.
    Ci resta solo la speranza che qualcosa possa cambiare in un prossimo futuro.
    Un abbraccio

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    1. Sono d'accordo con te, il precariato ti rende precario anche nella vita, purtroppo...Ma noi abbiamo il dovere di non perderci d'animo, di cucinare, di ridere, di vivere!
      Un bacione e il tuo blog è carinissimo

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  8. grazie Sara, i tuoi complimenti mi riempiono di gioia! Un abbraccio

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  9. Sono più che d'accordo con te, e te lo dice una niente-popò-di-meno-che disoccupata. Il tuo francesismo è nulla, credimi. Ma non mi abbatto e son convinta che tutto questo, se non ci facciamo prendere dallo sconforto, ci rafforzerà (certo, la famiglia con figli, cane, gatto, mutuo e bollette me ne vorrà per questa affermazione). Secondo me l'essere tornati a cucinare (rinunciando a qualche serata al ristorante), al do it yourself per vari lavoretti di bricolage, all'orto sul balcone e tanto altro è anche frutto della "crisi", ma ci fa tornare a una dimensione migliore, del godersi le cose, di farle insieme.Poi la pannacotta, un must che non tramonta mai!

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  10. Ciao Sara!! sono passata per caso nel tuo blog che mi piace molto sia per le ricette sia per quello che scrivi..purtroppo hai ragione è un periodo molto brutto per tutti, tantissime persone sono in cassa integrazione o cmq sempre a rischio con il lavoro.. e sembra non esserci via d' uscita perchè i ricchi e quelli che dovrebbero sistemare le cose se ne fregano e pensano solo a riempire le loro tasche dandoci sempre più mazzate a noi che ormai siamo al limite..
    Cmq parlando di cose più piacioveli, il tuo blog lo trovo mooolto carino, mi metto tra i tuoi followers per continuare a seguirti. Passa anche da me, mi farebbe piacere. baci!

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  11. Da precaria perenne co virtù (lasciamelo dire senza finta modestia), ti capisco eccome. Quando vedo persone "fare il mio lavoro" con ben poche capacità, mi viene l'orticaria. Purtroppo è cosi ma...io ho fiducia, nonostante tutto:-) E ..mi pappo la tua delizia mandandoti un forte in bocca al lupo!!!

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